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Giulio Wilson
è un musicista, cantautore, produttore di vino biologico.

“Ho sempre ascoltato tanta musica e di generi differenti, cercando di non precludermi nulla.
Non sono stato un bambino prodigio, a quindici anni ascoltavo gli 883 come la maggior parte dei miei coetanei. Allo stesso tempo però ascoltavo molta più musica di molti altri bambini, dalla classica alla dance e se avevo dei risparmi li spendevo comprando un 45 giri in qualche mercatino, una cassetta o un cd.
Tutt’ora, nonostante io sia spesso tra i campi perché sono diventato un produttore di vino biologico, passo molto del mio tempo con le cuffie alle orecchie. Non è un modo per isolarmi, tutt’altro: mi piace scoprire nuovi artisti ed emozionarmi, con queste nuove piattaforme di streaming e download oggi c’è l’imbarazzo della scelta su cosa ascoltare, anche se non nascondo che l’eccesso porta ad un ascolto più superficiale rispetto ad un a volta.
Ho avuto tantissime esperienze musicali, ho suonato un po’ di tutto: musica classica, boleri e marcette con la banda del paese, standard jazz al pianoforte, musica Klezmer, Balcanica e anche l’afrobeat di Fela Kuti con Sassofono.
Le mie influenze nascono spesso da ciò ho sentito o visto, fondamentalmente da cio’ che è già stato scritto. Si, sembra paradossale ma è proprio così!
C’è sempre una scintilla che ci fa prendere una strada o crea una nostra versione di una cosa. D’altronde la vita è piena di stimoli e sono proprio questi che vengono da noi elaborati generando la personalità, il nostro essere.
Parto dalla musica anni 60 italiana che portava già avanti la mia filosofia perché si rifaceva a produzioni americane: I Ribelli di Demetrio Stratos, Giganti, Primitives, Rocket, Equipe84; tutte realtà che hanno preso spunto da altri artisti americani come Sonny Bono, Moody Blues, Night in With Satin, Procolarum. Il bello della musica è anche questo, rendere originale l’originale generando originalità.
Non esisterebbe un nostro Ligabue o Vasco Rossi se dall’ america non fosse arrivato il Rock and Roll. Ma anche se non fossero esistiti i nostri maledetti Valzer o mazurche di periferia!
Non credete a chi crede di essere originale, ormai tutti prendono spunto da qualcosa sino a trovare una propria originalità ma non certo quella assoluta, ammesso che ce ne sia una.
Per un lungo periodo della mia vita sono stato affascinato dalla musica popolare dei lavoratori, dei contadini, delle mondine, della Resistenza  e di protesta da Ivan Della Mea, passando per Giovanna Marini a Pierangelo Bertoli, per poi rimanere folgorato dal progressive italiano degli Area, Stormy Six e anche quello più commerciale della PFM.
Pensate che all’esame di scuola media, al contrario di tutti i miei compagni che si erano preparati con delle tesi di Geografia, Italiano o Storia io decisi di portare Musica come materia principale, preparai una tesina sulle canzoni della resistenza e il giorno dell’esame davanti alla commissione suonai “Stalingrado” degli Stormy Six.
Poi ho ascoltato e suonato i grandi pianisti di Ragtime come Jelly Roll Morton per arrivare alla stravaganza di Thelonius Moonk.
Ho sempre amato i suoni caratterizzanti dalla musica blues, gli organi Hammond di Billy Preston o gli urli di James Brown, per esempio.
Adoro le voci sofferenti e graffianti del blues, l’ energia che trasmette e ultimamente mi sono completamente immerso nella musica Country, ascoltando anche i grandi del passato: Kris Kristofferson, Willy Nelson, Jhonny Cash, Waylon Jennings.
Essendo anch’io un contadino c’è qualcosa nella musica Country che rappresenta il mio mondo.
C’è un enorme fermento attorno a questo genere, nonostante provenga da terre lontane è una musica molto vicina alla nostra concezione di musica popolare e tradizionale, permettere di esprimere ciò che pensiamo ed è caratterizzata da giri armonici e sequenze di accordi che combaciano perfettamente con la musica di un tempo e questo è incredibile perché forse è proprio vero che l’unico linguaggio universale che potrà contribuire più di ogni altra a renderci più tolleranti e vicini è la Musica.”

Biografia :

Wilson nasce a Firenze nel 1983, cresce in una casa di campagna e inizia ad approcciarsi alla musica all età di 4 anni.

Dopo trent’anni di esperienze musicali oggi è l’autore dei suoi brani nonché cantante e musicista poli strumentista.
Il 25 Luglio 2009 suona il sassofono contralto per VINICIO CAPOSSELA al Play Festival di Arezzo con la banda popolare di strada “Fiati Sprecati”.

Nel 2010 incontra a New York il jazzista MARCO CHELO.

Nel 2015 firma un contratto con l’etichetta Immaginazione srl.
Alla fine del 2016 esce il suo album d’esordio “Soli Nel Midwest”.
Il primo singolo “Hey Jack” arriva alla posizione n. 3 della classifica brani emergenti più trasmessi in Italia (airplay monitor) ed effettua 583.000 visualizzazioni su Facebook.

E’ autore assieme a Bobby Solo del brano “dove corre il tempo”, cantato da entrambi ed incluso nell’album “Soli nel Midwest”

Nel 2016 è stato finalista al festival Giancarlo Bigazzi 2016;
semifinalista al Festival di Castrocaro 2016;
semifinalista al Tour Music Fest 2016
;
finalista ad Area Sanremo 2016.

Il 12 Maggio 2017 esce il secondo singolo “L’oro un giorno” il cui videoclip è arricchito dalla partecipazione di ENZO IACCHETTI.

Da Giugno 2017 sarà impegnato in tutta Italia con l’artista BOBBY SOLO per openig act. con il quale scrive il brano “dove corre il tempo” di cui è autore e interprete assieme a BOBBY SOLO.

Per l’album “Soli nel Midwest” Wilson collabora con

Marcello Franzoso, produttore esecutivo e discografico;

Bobby Solo scrive assieme a Giulio Wilson il brano “Dove corre il tempo”.

Roberto Piumini celebre poeta e scrittore le cui composizioni spaziano dalla poesia alla narrativa e ai libri per l’infanzia;

Eddy Mattei, produttore musicale, già collaboratore di Zucchero;

Marco Di Maggio, uno dei migliori chitarristi dei nostri giorni, suona con pressoché con tutte le leggende del R’N’R passato ed attuale: Terry Wiliams (Dire Straits), D. J. Fontana (Elvis’ Band), Linda Gaio Lewis (sorella di Jerry Lee Lewis), Albert Lee, Billy Swan (compositore per Elvis);

Matteo Giannetti già bassista per Maurizio Solieri, Marco Di Maggio, Max Gazzè, Andrea Bocelli;

Valter Sacripanti già batterista per Loredana Bertè, Ivan Graziani, Nek, Frankie HNR, Cristicchi;

Riccardo Dellocchio numerose le sue collaborazioni live e discografiche: Patti Smith, Casa del Vento, Irene Grandi , Turci , Elisa , Mannoia , Bosso.

Federico Biagetti (coautore assieme a Giulio Wilson e già chitarrista per Zucchero);

Chuck Rolando (ex frontman dei Passengers, supervisore dei testi in Inglese);

Davide Verdigris (vocal Coach)